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Modello Pragmatico Elementare


Il Modello Pragmatico Elementare - Breve sintesi Fra i modelli psicologici esistenti uno che ha origini specificamente italiane, pur partendo dal punto di vista di Gregory Bateson (v. Mente e natura, Adelphi 1984)  il Modello Pragmatico Elementare, che è stato oggetto di una relazione plenaria da parte di lars Jacobbson all'ultimo Congresso della SIP di Bari del 25-29 aprile 99. è un modello che si è sviluppato nel corso di oltre 25 anni e che partì dal connubio di Psichiatri psicologi, fisici, informatici e matematici. Per dare un'idea di questo modello riportiamo la seguente figura che mostra i quattro livelli su cui si muove: Il primo livello è l'ottica più semplice che vede l'interazione elementare, cioè come si modifica il mondo di un soggetto nell'interazione col mondo di un altro soggetto. Questa visione in "triadi" comporta inevitabilmente il leggere gli eventi sempre come relazioni. Il secondo livello che deriva dal precedente, porta a riconoscere quattro modalità di relazione: l'accettazione del mondo dell'altro, il mantenimento del proprio mondo, la condivisione, l'accettare quello che esterno sia al proprio mondo che al mondo dell'altro. Queste quattro "coordinate" trovano un'utile applicazione ad es. nella terapia di coppia. Il terzo livello è rappresentato dai sedici stili di interazione che nascono dalla composizione delle quattro coordinate. Questi sedici stili di interazione sono la base di una serie di interventi nel campo della terapia relazionale e sono oggetto anche di test specifici. Inoltre I sedici stili sono la base di sedici modi di "settare" la nostra mente, generando sedici diverse prospettive che consentono di allargare gli orizzonti, con utili applicazioni nel campo della creatività (v. Mente e creatività Ed. F. Angeli, Milano 1999). Il quarto livello del modello si riferisce alle 256 "regole dell'interazione" che scaturiscono dalla relazione dei sedi stili con sè stessi. 

Dalle interazioni che si sviluppano secondo la tavola dei paradossi emergono tre stati finali: il vuoto, il caos (nel senso di incapacità a selezionare) ed il il mantenimento del proprio mondo,.

Nelle persone normali si ha un alto mantenimento del proprio mondo, basso vuoto e basso caos (vedi rivista di psichiatria 2013, 48,1) mentre nei soggetti con di sturbi mentali si ha un abbassamento del mantenimento del proprio mondo ed un innalzamento del vuoto e del caos.

Da questa premessa emergono chiaramente le strategie terapeutiche da adoperare nelle persone che soffrono di disturbi mentali. 


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Prof. Dott.
Piero De Giacomo Direzione Clinica Psichiatrica Policlinico Piazza Giulio Cesare, Bari
dal 1975 al 2003

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